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“Lo sconosciuto…” | Racconti Erotici Gay

Leggi il primo racconto erotico gay!

BitchyX.it è in continua crescita e dopo aver lanciato con enorme successo due rubriche seguitissime come la Posta Del Cuore versione pornazza (giunta alla terza settimana) e la tanto discussa quanto apprezzata Send Me Nudes (giunta alla decima settimana), oggi ho il piacere di annunciarvi la nuova rubrica dei Racconti Erotici Gay.

Storie per far volare la fantasia scritte da vari autori, più o meno affermati sul web, che hanno reso disponibile un filone che piace molto: quella dell’eros scritto.

Ovviamente, come per la Posta Del Cuore e per Send Me Nudes, anche in questa occasione mi rivolgo a voi: se avete nel cassetto racconti erotici gay, se avete in mente una storia o se avete voglia di scrivere, inviatemi tutto a info@bitchyf.it : le migliori saranno pubblicate.

Lo Sconosciuto

Fa un caldo terribile….e mi gira la testa, non so dove mi trovo, non so come ci sono arrivato..
Ricordo solo di essere in Calabria, in vacanza con amici in un villaggio sulla costa ionica ma non ricordo altro: ieri sera sono stato a una festa e devo aver preso una gran bella sbornia, mi sono svegliato stamattina mezzo svestito in una spiaggia ormai deserta dove ho vagato senza meta per ore e adesso che la sbornia è passata ho un solo problema: trovare il modo di tornare al villaggio turistico dove sono alloggiato con i miei amici….
Si, gli amici, quelli che mi hanno abbandonato sulla spiaggia.

Ormai è l’imbrunire e nonostante stia facendo l’autostop nessun cane si ferma, penso infastidito quando una piccola utilitaria, scartando improvvisamente a destra mi si affianca facendo stridere gli pneumatici:

“Ciao, dove devi andare?” mi chiede un bel giovane dopo aver abbassato il finestrino dal lato passeggero. Ero cosi preso a maledire tutto e tutti che nemmeno mi sono accorto si fosse fermato.
“Ecco…io…io non lo so” esclamo impacciato
“Beh, intanto sali troveremo il posto, dai” mi dice ridendo e spalancando la portiera
“Piacere, io sono Fabrizio” esclama allungando la mano che stringo; la stretta è forte e poderosa, come piace e me e un lungo brivido mi percorre la schiena: che strano, penso mentre mi presento a mia volta.

Guardo questo sconosciuto che mi sta facendo un effetto mai provato prima : capelli nero corvino, occhi verdi, labbra carnose e un gran bel paio di baffi a incorniciarle. Fisico da sportivo e un sorriso accattivante: cazzo non riesco a staccargli gli occhi da dosso!

Una volta salito in auto e ripartiti, Fabrizio parla e parla con quel suo splendido accento calabrese che lo rende ancora più affascinante mentre io non riesco altro che a emettere monosillabi: sono davvero un coglione! Mi chiede da dove io arrivi e quando gli dico Liguria, trattiene a stento la gioia: scopro cosi che ha parenti nella mia regione che non vede da anni e che da sempre vorrebbe venire a visitarla non essendoci mai stato, cosi trovo il coraggio di invitarlo e lui entusiasta mi risponde che ci viene di sicuro.

Improvvisamente penso che da quando siamo partiti abbiamo già fatto parecchia strada ma non so nemmeno se nella giusta direzione e lui, come se riuscisse a leggermi nel pensiero mi dice:
“Tranquillo, sto andando verso un villaggio vacanze non molto distante da qui, sono sicuro sia il tuo”.
Non posso fare altro che fidarmi e lasciarmi portare, da qualche parte arriverò; Fabrizio continua a parlare, mi racconta di luoghi e di fatti accadutivi, indicando ora quella collina ora quel tratto di mare quando ad un certo punto si interrompe improvvisamente, ferma la macchina a lato strada e guardandomi serio in volto mi dice:
– “Ti spiace se prima di portarti al villaggio faccio una piccola deviazione? Devo andare a controllare che la casa dei miei zii sia a posto! Sai, sono fuori regione per alcune settimane e mi hanno lasciato questa incombenza.” dice tutto d’un fiato appoggiando la sua mano calda, forte e carnosa sulla mia coscia, facendomi sfuggire un tremito marcato.

Annuisco senza riuscire ad aprire bocca e lui serio fissandomi negli occhi, con una mossa repentina avvicina il suo volto al mio appoggiando le sue labbra sulle mie. Era ciò che speravo da quando mi aveva caricato in macchina ma che non mi aspettavo cosi improvviso, per cui con qualche secondo di ritardo schiudo le labbra lasciando entrare la sua lingua guizzante.

Prendendomi per la nuca Fabrizio comincia a baciarmi con foga che io restituisco con la stessa intensità: hanno un gusto fenomenale le sue labbra, inebriante e il cazzo mi diventa di marmo; allungo una mano sul pacco di Fabrizio indovinando un cazzo prepotentemente duro e grosso sotto i jeans ma quando provo a sbottonare la patta la sua mano mi blocca energicamente, le sue labbra si staccano dalle mie e in un soffio sussurra:
– “Non qui”

Mette in moto e ingranata la marcia fa nuovamente stridere i pneumatici partendo come un razzo; dopo circa due chilometri inforca una stradina sterrata sulla nostra destra e dopo alcune curve davanti a noi si para un bel cancello in ferro dietro il quale si materializza una minuscola casina circondata dal verde, affacciata su una stupenda scogliera a picco sul mare.

Una volta richiuso l’uscio alle nostre spalle Fabrizio mi incolla al muro con il suo corpo e baciandomi con vera passione comincia a sfilarmi di dosso i pochi indumenti che indosso, sbottonando alternativamente la sua camicia e i suoi pantaloni. Io, quando lui rimane con i soli slip indossati lo fermo e lo scosto un poco da me ammirando un corpo scolpito come un bronzo di Riace, peloso al punto giusto e con un rigonfiamento notevole che solleva gli slip.

Mi inginocchio lentamente facendo scivolare le mie mani sul suo petto e sull’addome passando le mie dita tra i riccioli di pelo; mi aggrappo alle sue gambe muscolose e pelose arrivando con il volto davanti al suo pacco dove lentamente comincio a massaggiarlo facendo diventare il suo respiro affannoso.

Inizio a baciare la stoffa che faticosamente trattiene il cazzo durissimo, percorrendone la lunghezza con le labbra, leccando piano la punta già gocciolante di precum: profumo di bucato e di uomo, a causa di cui il mio cervello comincia a inebriarsi.

Con la punta delle dita sollevo l’elastico degli slip e li faccio scendere leggermente mettendo a nudo il suo cazzo superbo, attraversato al centro da una grossa vena che arriva fino alla larga cappella dai bordi ben disegnati di un color rosa splendente e due palle magnifiche. Mi fissa, mi fissa serio in volto mentre avvicino la mia bocca al suo cazzo vibrante e una volta schiuse le labbra faccio entrare la sua gustosa cappella lucida di precum, iniziando ad avvolgerla con sensualità.

Fabrizio sospira, soffia e si lamenta accarezzandomi la testa con le mani, scompigliandomi i capelli e scopandomi dolcemente la gola, senza fretta con affondi costanti. Dopo vari minuti, esce dalla mia bocca e prendendomi per le mani mi fa alzare in piedi, dopo di che si inginocchia davanti a me e con mossa repentina mi afferra il cazzo marmoreo ingoiandone metà e cominciando a pomparlo con foga.

I miei lamenti e mugolii riepiono la stanza, sento la sua lingua passare su tutto il mio cazzo, leccare con avidità ora la cappella ora le palle. Lo sento risucchiare la sborra dai miei coglioni e per due volte devo fermarlo per evitargli di farmi venire subito ma nonostante le mie suppliche continua a pomparmi fino a farmi sentire la vertigine che si appropria di me e non mi trattengo: una grido roco, un getto di sborra caldissima che gli riempie la gola seguito da altri due più brevi e lui che beve tutto fino all’ultima goccia.

Sono ad occhi chiusi e ansimante, Fabrizio mi afferra nuovamente per le mani e mi tira, cosi apro gli occhi e vedo che mi sta portando in camera da letto; una stanza piccola ma accogliente con un bel lettone soffice davanti al quale si spalanca una finestra sull’immensità del mare.

Mi fa sdraiare e le sue mani cominciano a sfiorare e lambire ogni centimetro del mio corpo facendomi provare sensazioni a me sconosciute; sono larghe, forti roventi, non immaginavo quanto quelle carezze potessero accendere il desiderio intenso in me di essere posseduto fino allo spasimo.

Mi sento pronto, pronto a riceverlo dentro di me, anche se le sue dimensioni sono poco rassicuranti ma sento di volerlo con tutto me stesso; mi fa sdraiare a pancia in giù sul letto e tuffa la sua faccia rubiconda nel mio solco andando a tormentare subito il mio buchino, impomatandolo per bene anche all’interno con la mia sborra che si era tenuto preventivamente in bocca; dopo alcuni minuti di sapiente lavoro con le sue labbra e la sua lingua caldissima, appoggia il suo cazzo ormai marmoreo al mio buchetto e comincia a entrare:
– “Ahhhh, fai piano ti prego, noo” provo a lamentarmi ma senza effetto:
– “Non preoccuparti non ti farò male” dice Fabrizio senza fermarsi, procedendo inesorabile seppur con lentezza ma senza troppa difficoltà visto anche come sono lubrificato fino ad arrivare ad appoggiare le sue palle alle mie chiappe; mi aggrappo alle sue braccia forti e muscolose, mentre ansimo e grido di piacere misto ad un lieve dolore mentre lui rimane fermo, attendendo che cominci a pomparmi.
-“Eccomi amore, ti voglio” esclama a voce alta cominciando a fottermi con forza e decisione, incurante dei miei lamenti; è favoloso sentirlo entrare e uscire, sentire il suo cazzo duro scivolare contro le pareti del mio culo, allargarlo per bene, violarlo fino al massimo possibile.

Le mie urla non possono dare fastidio ad alcuno, essendo l’unica casa in zona e Fabrizio mi lascia gridare nell’incitarlo a riempirmi di più e di più e di più. Aumenta il ritmo e sento le sue palle colpire le mie chiappe facendo uno schiocco secco; sento la sua cappella durissima arrivare a stimolarmi la prostata e darmi la sensazione di venire altre dieci, cento , mille volte mentre ascolto i suoi sbuffi e il suo respiro che si affanna e diventa corto: è imminente il suo momento e non vedo l’ora che succeda anche se vorrei durasse in eterno, che non finisse mai ma si sa, le cose belle hanno tutte una fine e i forti mugolii che Fabrizio sta lasciando andare culminano in un:
-” Ci sono amoreee, ti riempio di meee” grida pompandomi nell’intestino getti interminabili di sborra bollente, accasciandosi una volta terminato, su di me con il suo petto sodo e caldo e appoggiando la sua bocca ansimante al mio orecchio.
Ascolto il suo respiro divenire sempre più regolare e prima di abbandonarmi al sonno anche se so che andremo avanti tutta la notte ad amarci in modo cosi intenso.

Mi risveglia uno strano chiarore rosso-arancio; mi alzo dal letto e mi affaccio alla finestra, rabbrividendo per l’aria frizzante del mattino, e scopro una meravigliosa alba che sta nascendo dal mare. Rimango a guardarla incantato mentre Fabrizio silenziosamente scivola fuori dal letto arrivando alle mie spalle, cingendomi con le sue forti braccia e appoggiando il suo splendido corpo caldo al mio; mi chiedo dove fosse nascosto questo sconosciuto incontrato solo poche ore prima, di cui mi sto già innamorando; mi bacia delicatamente sul collo mentre le sue mani accarezzano il mio petto passando i pollici sui miei capezzoli durissimi e il suo cazzo già marmoreo e pulsante, appoggiato al mio solco comincia nuovamente a farsi strada in me..

Racconto di OrsoNaked.
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